LE NUOVE IMPRESE AGRICOLE: una valida alternativa di investimento

Sempre più persone provenienti dai più diversi ambiti professionali e con la passione per l’agricoltura, scelgono di riscoprire questo settore e farne la nuova chiave del proprio business! Si tratta di attività alternative dove investire energie e denaro: si è creato in Italia e nel mondo, a partire dagli States (con un brand multimediale ed una piattaforma online), un vero e proprio movimento denominato “modern farmer”, in italiano “contadini moderni”, che unisce agricoltori e consumatori dalle più diverse provenienze; c’è chi aderisce mosso dal desiderio di far rivivere un’azienda agricola familiare, chi sceglie di “tornare alla terra” stanco delle professioni di routine e chi trova in questo genere di attività una nuova forma di benessere naturale. Naturalmente, si tratta di un “ritorno alle origini” ma in grande stile, senza abbandonare le innovazioni tecnologiche che possono trasformare un’antica tipica coltura in un prodotto d’eccellenza.

Uno degli obiettivi dovrebbe essere far riemergere specialità genuine sparite dalle tavole delle famiglie a causa dell’eccessivo ricorso alla grande distribuzione, per esigenze economiche e di tempi, che ha condotto anche ad un appiattimento della scelta verso pochi prodotti di massa.

In particolare, la Confederazione italiana agricoltori ha fortemente fatto notare il problema tanto economico che ne sta derivando, quanto prospettico: “L’Italia ha più di 5000 prodotti agroalimentari tradizionali, ma 1 su 4 è a rischio estinzione. Per volumi ed estensione territoriale non rientrano nei parametri delle Dop e delle Igp ma rappresentano la spina dorsale dell’agroalimentare italiano. Un patrimonio di biodiversità custodito dagli agricoltori che potrebbe valere 11 miliardi di euro l’anno”.

Come ogni cosa, non è detto sia per tutti costituire un’impresa del genere e il trucco sembra essere certamente il non improvvisarsi agricoltori e fare di una passione la prima risorsa; produrre il prodotto migliore, trasformarlo e senza intermediari; lavorare molto sul marketing per aumentare i ritorni economici, magari affidandosi ad esperti.

Dal momento che l’agricoltura è considerata un punto forte per l’Italia, che a maggior ragione post crisi andrebbe più possibile rivalorizzata, non mancano interessanti esperienze di formazione sul tema e, soprattutto, supporti economici: finanziamenti dai piani di sviluppo rurale UE, dagli Enti regionali, Camere di Commercio, ma anche enti privati o tramite le attuali forme di crowdfunding. Per tenersi ben informati a riguardo è consigliabile far riferimento, ad esempio, alla piattaforma ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) o di CreditAgri, per restare nello specifico, oppure ancora è possibile rivolgersi ai Centri autorizzati di Assistenza Agricola.

Inoltre, si tratta di un settore propenso all’internazionalizzazione, soprattutto grazie alla forza dei prodotti con il brand Made in Italy: bisognerà, in tal caso, analizzare non più solo la domanda del mercato domestico ma anche gli interessi dei Paesi esteri e valutare l’opportunità di realizzare investimenti diretti all’estero.

A supporto della validità del fare impresa in questo ambito, Coldiretti, nel 2015, ha registrato un +6,2% degli occupati nel settore agricolo ed, infatti, le startup di giovani innovatori del settore agricolo non sono poche e combinano spunti parecchio sorprendenti: dalla musica, ai percorsi educativi, alla scelta di impensabili riutilizzi degli scarti agricoli come, ad esempio, quelli degli agrumi per generare tessuti; al mondo delle app per agevolare l’inserimento del consumatore nella rete dei produttori biologici o a KM Zero.

A questo proposito, un esempio concreto e ad esito positivo, proveniente proprio da un team di giovani della nostra città, Reggio Calabria: “Coltiva il tuo cibo” vuole offrire cibi sani e a km/0, attraverso una piattaforma multimediale che permetta al cliente, in modo semplice ed intuitivo, di adottare un lotto di terreno e farlo coltivare a suo piacimento da una piccola azienda agricola. Il compito della startup è l’intermediazione tra azienda agricola e cliente finale, consigliando i prodotti agricoli da piantare secondo la loro stagionalità e occupandosi della consegna a domicilio degli stessi. I vantaggi che questo team si pone sono: dare lavoro alle piccole aziende agricole locali, riqualificare i terreni incolti, garantire al consumatore finale cibi genuini e stagionali con prezzi competitivi a quelli della grande distribuzione, fornendo al consumatore anche tabelle nutrizionali riguardanti tali prodotti.

L’Italia ha un patrimonio unico ed inimitabile di specialità che potrebbero fruttare parecchio se ci si dedica a rilanciarle da zero, dando risposte nuove a problemi vecchi, sfruttando le nuove tecnologie per offrire soluzioni sostenibili e più salubri e facendo delle risposte alle moderne esigenze sociali i propri punti forti!

 

DENISE NAMIA

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