L’ITALIA È LA GRANDE BELLEZZA: ripartiamo dalle startup turistiche

L’Italia, prima meta desiderata dai turisti stranieri, resta indietro a diversi altri Paesi per sviluppo tecnologico del settore turistico (la quota generata dal web è del 23% contro il 49% della media europea), infrastrutture e, quindi, arrivi. Dal punto di vista della creazione di impresa in questo settore, non bisogna limitarsi all’incoming ma pensare anche all’outgoing (italiani verso l’estero) ed al turismo “domestico” degli italiani che restano nel territorio nazionale.

Accanto, infatti, ai big player, come le grandi agenzie viaggi online (Expedia, Booking, Edreams), si stanno sviluppando diverse startup che, non potendo direttamente competere con questi, puntano a studiare più in dettaglio le esigenze del turista per ottimizzare l’esperienza di viaggio nei modi più svariati.

Perché, quindi, non dirigere il pensiero verso la creazione di una startup del genere?

Cominciamo dal capire cosa fa online il turista tipo: secondo una ricerca del PoliMi, l’88% dei turisti prima di partire cerca informazioni e l’82% prenota/acquista l’alloggio, il trasporto e programma le attività da fare a destinazione; durante il viaggio, il 44% acquista su Internet biglietti per altre attività e l’86% utilizza ricerche e applicazioni in supporto dell’esperienza; dopo il viaggio, il 61% compie attività digitali relative alla propria esperienza.

In Italia ammonta a 5

, come nuova tipologia di startup innovativa, la startup turistica: ha come oggetto sociale la promozione miliardi di euro il valore del turismo online, costituendo il primo settore dell’e-commerce e sono attualmente attive 200-300 startup turistiche con investimenti per oltre 11 milioni di euro (nel 2015, +15% del totale investito) e un tasso di mortalità abbastanza in calo.

Vantaggi legislativi per le startup turistiche?

Con il decreto Cultura e Turismo 83/2014 (convertito dalla legge 106 del 29 luglio 2014) è stata espressamente introdottadell’offerta turistica nazionale attraverso l’uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche. I vantaggi sono: raccogliere capitale online attraverso l’equity crowdfunding e sfruttare il work for equity capitalizzando la società con il lavoro piuttosto che solo con il denaro; inoltre, le persone fisiche possono detrarre parte dell’investimento dalle imposte da pagare e le società possono effettuare una deduzione dall’imponibile; i contratti di lavoro a tempo determinato sono più flessibili; si possono attuare semplificazioni del diritto societario (è possibile costituire una Srls) inerenti le quote sociali, il tempo per la copertura delle perdite e la gestione di eventuali crisi aziendali; infine, per i soci under 40 è prevista anche un’esenzione dal pagare l’imposta di registro, le tasse di concessione governativa e i diritti erariali.

Consigli per guidare investimenti in questo settore?

Partire da un bisogno personale di cui, quindi, si conoscono già le peculiarità e chiedersi se si può trasformare in un business sostenibile nel medio-lungo periodo; non essere troppo convenzionali e offrire servizi – sempre più richiesti – che permettono una maggiore interazione/integrazione del turista con il luogo, attuando, ad esempio, il recentissimo trend del peer-to-peer.

Importante anche puntare sul business to business (b2b), cioè non rivolgersi necessariamente al consumatore finale – o almeno non subito – ma alla rete di imprese che già operano in questo ambito, dalle strutture ricettive a quelle attrattive. Il passaggio successivo potrà essere il b2b2c, arrivando al finale utilizzatore mantenendo il tramite dell’impresa. Ciò permette di gestire meglio gli alti costi di marketing cui deve far pronte una startup che, invece, vuole raggiungere direttamente i consumatori. Infine, puntare come per ogni startup a exit (acquisto da parte di grandi aziende che integrino i servizi) e open innovation (moderno concetto di innovazione proposto da Henry Chesbrough, per cui la nuova tendenza aziendale è che la creazione di valore non sia più solo il risultato della trasformazione interna di input in output, bensì la migliore sintesi tra risorse interne ed esterne).

Dal 2013, dato il rilievo in Italia di questo ambito imprenditoriale, è nata una specifica associazione “Startup Turismo” per fare rete, presentando come propri obiettivi: promuovere creatività e innovazione, condividere esperienze e difficoltà, educare alla cultura imprenditoriale del campo con attività mirate sul territorio e cooperare tra attori privati, istituzionali e Governo.

Il mercato delle startup turistiche è particolarmente frammentato, per tipologia ed espansione, ed ha alte barriere all’entrata, per cui collaborare, far parte di una squadra è, più che in altri contesti, una chiave importante per poter anche accedere a fiere di settore, crescere in visibilità, avere maggiori contatti con mentori e investitori, disporre di indagini statistiche mirate… in poche parole, acquisire quel vantaggio competitivo indispensabile per avere successo!

 

Valentina Mallamaci

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