NO ALLE OLIMPIADI 2024: Sì e No a confronto… è ora di fare i conti!

“Le Olimpiadi sono un assegno in bianco che firmano le città ospitanti”, dice l’Università di Oxford in uno studio. “Le Olimpiadi sono un sogno che diventa incubo”, sono le parole con cui Virgina Raggi dice NO alle Olimpiadi del 2024, ritenendolo un evento non sostenibile. Arrivato lo stop alla candidatura della città capitolina ad ospitare i giochi olimpici; dopo esattamente 665 giorni , Giovanni Malagò, il numero uno del CONI, non può fare altro che   interrompere  la candidatura di Roma. Finisce un sogno o un incubo? Il No alle Olimpiadi è uno schiaffo a Roma, a sviluppo e crescita del Paese? A questo punto ben vengano, quindi, analisi costi-benefici sui grandi eventi. Tutte le candidature  olimpiche sono precedute  da stime ottimistiche sui risultati economici che dovrebbero produrre. Ma la realtà spesso è diversa, il quadro che emerge dalle analisi post-evento mostra ricadute occupazionali ed economiche spesso meno favorevoli di quelle prospettate inizialmente; in più, i costi degli investimenti sbagliati ricadono sulla collettività. Nel caso Roma, l’analisi sulle cifre è stata portata avanti dai promotori del progetto Giochi Olimpici. Studi recenti evidenziano che le ultime olimpiadi hanno comportato enormi buchi di bilancio non previsti sul progetto iniziale. In nazioni quali Australia, GB, USA si sono registrate forti perdite con l’eccezione di Atlanta; eclatante poi il caso Grecia: ricordiamo ancora come, nell’agosto 2004, organizzava le sue Olimpiadi tra enormi entusiasmi nazionalisti e previsioni economiche di fare incassi stratosferici mettendo in cantiere infrastrutture che le avrebbero permesso di entrare nell’era della modernità. Il bugdet di 15 miliardi di euro, poi sforato, fu l’inizio della fine per i conti di Atene, un buco contabile da cui il paese non si risollevò più. Secondo i conti sul budget il costo, dell’ormai sogno italiano di ospitare le olimpiadi 2024, ammonterebbe a 5,3 miliardi di euro: 2,1 per gli impianti permanenti, tra cui il villaggio olimpico da 17 mila posti letto e il Media Center, le due costruzioni più importanti; 3,2 per impianti temporanei, organizzazione e gestione dell’evento. Dalla nota del comitato organizzativo si contava di pareggiare le uscite con le entrate dei contributi Cio, i quali ammonterebbero a 1 miliardo di euro; contratti di sponsor per 615 milioni, essendosi fatte avanti Alitalia, Bnl e Unipol-Sai; licesing e diritti tv; vendita dei biglietti. Nel conto ci sono anche le spese di sicurezza, pari a 677 milioni di euro, considerato che Londra nel 2012 ha speso 685 milioni di euro e l’allarme terrorismo da allora non è certamente diminuito. Si prevedeva, invece, che gli investimenti pubblici venissero ripagati dalla crescita del PIL dello 0,4%, dalla creazione di 177 mila posti complessivi di lavoro e da un beneficio economico quantificato in 2,9 miliardi di euro. Detta così sembrerebbe un affare che Roma si è fatta scappare: ma, il condizionale è d’obbligo e, infatti, lo sforamento del budget è dietro le porte e non sottovalutabile: si parla di un incremento del 35% (circa 1,3 miliardi di euro), per un costo totale di 7,5 miliardi di euro. Che dire dei presunti benefici economici? Anche riguardo questi sorgono molti dubbi… Innanzitutto, la crescita del Pil dello 0,4% all’anno nel periodo dei lavori di cantiere (dal 2017 al 2024) avrebbe interessato esclusivamente la regione Lazio e non tutto il Paese; le migliaia di nuovi posti di lavoro promessi, poi, non sembrano trovare le garanzie necessarie in base ai fondi considerati. Dunque, una serie di stime ritenute irrealistiche anche da grandi economisti… Su queste basi, poco rassicuranti, sembra difficile concludere sull’effettivo vantaggio o svantaggio di aver rinunciato alle Olimpiadi 2024; appare evidente che le rappresentazioni comuni possono facilmente essere distorte rendendo la percezione dell’evento esageratamente favorevole e creando, quindi, il rischio di un investimento infelice, i cui costi andrebbero a gravare sulla collettività e non sui promotori. Noi i numeri li abbiamo dati, ognuno si faccia i conti!

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