Oro nero: gli effetti dell’andamento dei prezzi sull’economia

È davvero impossibile per l’economia mondiale rinunciare al petrolio? La ricchezza prodotta da cosa dipende? Qual è il ruolo che i prezzi del greggio giocano sulle economie degli Stati? Gli interessi in campo sono davvero tanti e il loro intreccio non è facilmente svelabile!

Il petrolio è la materia prima più scambiata al mondo: si contano, infatti, circa 40 milioni di barili venduti in media ogni giorno e 1.300 miliardi di $ di transazioni fisiche all’esportazione.

Il petrolio ad alto prezzo conviene ai Paesi la cui economia dipende soprattutto dallo sfruttamento dei giacimenti; ecco perché numerosi investimenti a trovarne in posti sempre più remoti e profondi.

Il petrolio a basso prezzo, invece, conviene ai Paesi la cui economia si basa sulla trasformazione di beni e prodotti, come l’Italia o altri Stati industrializzati.

A tal proposito, l’Organizzazione dei paesi esportatori di greggio (OPEC) punta ad individuare una politica produttiva comune che consenta di rendere il prezzo del barile equo e stabile, tagliando la produzione se il livello del prezzo è troppo basso e alzandola quando è alto.

 

Chi determina il prezzo del greggio?

Il prezzo del petrolio viene, generalmente, fissato dai mercati in rapporto alla domanda e all’offerta: quando l’offerta è inferiore alla domanda, il prezzo tende a salire; scende per l’eccesso di offerta.

Al bilancio domanda/offerta, attualmente, si associano altri quattro fattori che stanno influenzando i prezzi: bassa domanda a causa della debolezza dell’attività economica, per l’incremento dell’efficienza e per la conversione crescente dal petrolio ad altri combustibili; i rischi geopolitici dei disordini in Iraq e Libia che, comunque, sembrano non aver gravemente influito sulla produzione; il notevole incremento di produzione di petrolio degli Stati Uniti lascia sul mercato offerta in eccesso in quanto, pur non esportando greggio, ne importano molto meno; infine, gli Stati alleati del Golfo hanno deciso di non sacrificare la propria quota di mercato per ristabilire il livello dei prezzi e ciò per non favorire Paesi “nemici” come Iran o Russia.

 

CURIOSITA’: PETROLIO E ACCISE

Petrolio sotto quota 30 dollari al barile: in pratica la mia auto è alimentata ad accise!

Come mai al ribasso del prezzo del petrolio non corrisponde una riduzione del prezzo pagato per il rifornimento dell’autovettura o della bolletta della luce? Purtroppo, in Italia, il prezzo dei carburanti è sottoposto ad una pesante incidenza fiscale!

A dispetto della comune percezione, il prezzo del rifornimento ha registrato dei ribassi, seppure in misura sempre minore rispetto a quanto il consumatore si aspetterebbe rispetto ai cali del greggio. Ciò perché il prezzo che paghiamo presso un distributore è formato dall’IVA al 22%, e dall’accisa (imposta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di consumo) che, in questo momento, è pari a circa 0,72 €/litro per la benzina e di 0,61 €/litro per il gasolio.

Ecco quali sono le accise che paghiamo sul carburante:

€ 0,000981: finanziamento guerra d’Etiopia (1935-1936)

€ 0,00723: finanziamento per la crisi di Suez (1956)

€ 0,00516: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)

€ 0,00516: ricostruzione post alluvione di Firenze (1966)

€ 0,00516: ricostruzione post terremoto in Belice (1968)

€ 0,0511: ricostruzione post terremoto in Friuli (1976)

€ 0,0387: ricostruzione post terremoto in Irpinia (1980)

€ 0,106: finanziamento per la guerra in Libano (1983)

€ 0,0114: finanziamento missione in Bosnia (1996)

€ 0,02: rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri (2004)

€ 0,005: acquisto di eco-autobus (2005)

€ 0,0051: ricostruzione post-terremoto dell’Aquila (2009)

€ 0,0071: finanziamento alla cultura (2011)

€ 0,04: sostegno ad immigrati dopo la crisi libica (2011)

€ 0,0089: alluvione in Liguria e Toscana (2011)

€ 0,082: decreto “Salva Italia” (2011)

€ 0,02: terremoto dell’Emilia (2012)

Facendo la somma di tutte le accise e aggiungendo l’IVA al 22%, otteniamo un incremento del prezzo del carburante di circa 0,5 €/litro.

In assenza di tali accise, il costo della benzina adesso potrebbe essere inferiore, perfino, ad 1 €/litro!

 

Iside Rita Laganà

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