Vi presentiamo Anna Amati

Vi presentiamo Anna Amati, da poco ospite dell’Università Mediterranea, vicepresidente di MetaGroup, già nel consiglio Direttivo di Italia Starup e responsabile del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale dedicato all’imprenditoria innovativa tenuto a Milano nel 2015.

Lei è stata la responsabile del G.E.C. cosa può raccontarci di questa esperienza?
Come MetaGroup siamo coordinatori di Italia di questo network mondiale voluto dalla Kauffman Foundation, che punta ad aiutare i giovani attraverso un accompagnamento imprenditoriale. Visto il fermento italiano nel campo dell’imprenditoria e grazie anche alla conoscenza di Alessandro Fusacchia, giovane uomo di Governo da subito innamorato di questo movimento che coinvolge più di 150 Paesi, la candidatura italiana per ospitare questo importante congresso è stata quasi doverosa.
In Finale col Qatar, con molti più soldi di noi ma sicuramente con molta meno passione, siamo riusciti a spuntarla. L’Italia non è un Paese facile dove azzardare cose del genere e la burocrazia a volta non aiuta; i contenuti e le relazioni invece sono stati davvero eccezionali, una grande responsabilità per una grande soddisfazione, scambi di conoscenze e contatti che continuiamo a coltivare per la nuova tappa del 2016. Medellin in Colombia.
La scelta di Milano, anche in ottica Expo, è stata una buona intuizione a livello di marketing, ma non è stato facile collegare l’ecosistema internazionale con l’Italia, sia per una difficoltà linguistica che blocca nel business, sia per il nostro essere ancora un po’ razionalisti e purtroppo alcune occasioni non sono del tutto sfruttate. Questi congressi, infatti, funzionano molto sul networking e non si può organizzare e pianificare tutto, è fondamentale la volontà delle persone di conoscersi e di scoprire insieme se ci possano essere punti di contatto.
Il summit dei Ministri dello sviluppo economico di ben 12 Paese e la presenza di Maria Contreras-Sweet, responsabile del Governo Obama per le PMI innovative, sono stati tra i momenti particolarmente significativi.

Cosa pensa delle numerose attività di mentoring che stanno sorgendo a supporto delle startup?
Il 2015 è stato la consacrazione dell’uscita allo scoperto. Chi come me è dentro questo mondo dal ’92, prima all’interno delle Università seguendo la fase di lancio del movimento di spin-off, ora con la valorizzazione della conoscenza che passa dalle startup, non può non notare che il 2015, con tutta questa serie di decreti, iniziative ed un governo sensibile nell’agevolare la nascita di incubatori, acceleratori e programmi di mentoring, ha reso un po’ più facile l’accesso a molte informazioni.
Due considerazioni: girando nelle Università italiane ci si rende conto che il 95% dei ragazzi non sa nulla di questo mondo, ad iniziare da tutti quegli strumenti alla base di qualsiasi pianificazione di idee come il Business Model Canvas; la massa quindi non è stata ancora contagiata e questo può essere un punto di debolezza della leva di sviluppo economico e di progresso del Pese. Il secondo elemento di criticità è che si corre il rischio che una parte di iniziative vadano più vero una…. continua su giornale

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